lunedì 13 giugno 2011

Sull'orlo del precipizio alle Isole Aran (Irlanda)

pubblicato su Selacapo.net

Località che non immaginate toccano le punte più incredibili del mondo, irraggiungibili e “toste”, vere situazioni che ti rendono felice di vivere su questa terra ed, in questo caso, in Europa.

Luoghi impegnativi per essere raggiunti ma che ti rendono soddisfatto dopo la fatica sostenuta per essere li, che ti fanno scoprire l’allocentric tourist(definizione di S. Plog: coloro che cercando un’esperienza unica, avventurosa e in luoghi non standardizzati) che c’è in noi.
Ruolo di Selatravel è anche quello di rendervi consapevoli che il viaggio è un’emozione da vivere ogni istante, fatta di unicità dei luoghi, ma soprattutto di unicità di sensazioni che ogni nuova destinazione crea all’interno di ognuno di noi, differenti, interne e solo nostre.
Rendere consapevoli i nostri lettori di questo è uno degli obiettivi che ci poniamo. Andiamo quindi, proprio per questo, in uno dei luoghi più incredibili della terra: Le Isole Aran… in Irlanda, in Europa.
Il salto è importante, l’emozione anche! Da Bisaccia, terra Irpina dell’ultimo appuntamento, a Galway nell’Irlanda dell’ovest, di fronte alle antisonanti Americhe.
Due terre lontane con un elemento in comune: la maestosità e la supremazia della natura sull’uomo che devasta l’animo dell’osservatore.
Queste isole inizi a immaginarle fin da Dublino in corriera fino a Galway: tre ore di paesaggi scenografici disegnati dalla pioggia che rende verde ogni cosa. Durante il viaggio le Aran le senti che ti chiamano: “Da noi puoi rinascere, crescere e scoprire qualcosa di nuovo, ascoltaci dentro.”

Il lavoro delle voci delle nostre emozioni cresce proprio a Galway, ridente località che ti offre il viaggio ai confini dell’Europa nordica, fin nel regno delle cliffs tra traghetto e bicicletta. Alle Aran, da Galway, ci sbarchi dopo 60 minuti di Atlantico con l’idea di ritrovarti in mezzo all’oceano e scoprire poi che in fondo davvero è così.
Il regno delle cliffs, presto Patrimonio dell’Unesco, è fatto di tre isolotti che devi girare in bici, dove l’ebbrezza del paesaggio e del vento atlantico che profuma di sogno emozionano anche le pietre grigie presenti.
Un pezzo di vera Irlanda è qui, avventura allo stato puro, sprezzo del pericolo sulle due ruote e un forte senso di libertà che coinvolge anche il più scettico dei viaggiatori. Il paesaggio del regno delle cliffs è inumano, la bici ti permette di vedere ogni piccolo particolare di questo pezzo d’Irlanda che riassume tutte le caratteristiche di questa terra fantastica per la sua naturalezza. Ci trovi le sheep che dominano i terreni, ma anche la cara immagine stereotipata del vecchio irlandese se sorseggia il suo buon whisky mattutino.
I tuoi primi km in bici, magari in jeans e maglietta (perché non ti aspetti che dovrai pedalare) ti fa pensare di aver sbagliato vacanza, ma è a quel punto che risenti le Aran parlarti: “Fidati di noi!”.

I secondi km cominciano a divertirti, i terzi ti fanno crescere la voglia di arrivare alle scogliere più folli della Terra, sull’orlo dell’Europa.
Le dune modellano continuamente il paesaggio e i tipici muretti (a destra nella foto)che delimitano le stradine costruiscono il resto. Intanto, cresce sempre più la voglia cliffs: la segnaletica ti stimola, il nulla ti incuriosisce, il vento ti spinge, il profumo della scoperta ti ha preso dentro. Ad un certo punto le Aran ti prendendo in giro dicendoti: “ Ti fidi ancora di noi? Pensaci: ma che ci fai qui, per vedere un po’ di pietre e di verde? Pedalare per km e prendere freddo al vento del nord?”… ma il regno delle cliffs è un’aspettativa forte che oramai ti ha condannato a non ascoltare le burlesche voci che senti.
Gli ultimi metri sono a piedi, sono pochi, e qui le voci delle Aran riappaiono: “Ci siamo divertiti, vedrai che non ti deludiamo”, ti dicono. Alzi lo sguardo e all’improvviso la risposta alle tue aspettative è davanti ai tuoi occhi: un immenso regno dominato dall’oceano fatto di scogliere alte fino a 200 metri a picco sullo specchio d’acqua di fronte a te. L’aspettativa è pienamente soddisfatta e l’immaginazione, sull’orlo del precipizio europeo, prova a vedere la statua della libertà dall’altra parte, simbolo del sogno americano.
A quel punto senti le Aran che ti sussurrano: “Ora comprendi perché sei venuto fin qui…. Vivimi intensamente e ricordaci quando avrai bisogno di estranearti dal mondo, perché sappi che quando ti senti sull’orlo del precipizio nella vita, dall’altro lato c’è sempre un sogno che potresti raggiungere…”